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La posta di Libero... è guerra?

Mercoledì 19 Novembre 2003 02:00

Siamo al 19 di novembre 2003, quindi fatti due conti son passati una decina di giorni da quando Libero, il portale nato dall'acquisto di IOL da parte di Wind, ha deciso che l'accesso alle caselle di posta @libero.it & Co. avviene solo secondo le seguenti modalità:
- sempre e comunque via webmail, sia per chi si collega ad internet con Libero sia chi ci si collega tramite altri provider
- via pop3 (e quindi via Outlook o altri client di posta) se l'accesso alla casella avviene tramite Libero, che sia un dial-up oppure ADSL
- via pop3 se l'utente paga. A seguito di questo pagamento l'utente ottiene anche alcuni vantaggi quali una casella piu' grande

Semplice no? Ma perchè questa scelta? Per ovvi motivi di costi: fornire delle caselle di posta, in questa quantità, costa in fatto di numero di server a fornire il servizio, in fatto di spazio disco (in apposite macchine di storage, che garantiscono affidabilità e continuità di servizio) ed in fatto di banda internet. Ogni buon provider è infatti connesso ad internet con una certa "capacità" (la dimensione della linea, in modo analogo alla nostra 56k, l'adsl, hdsl o fibra di Fastweb) e quindi una persona che scarica la posta e basta da Libero, via pop3, addirittura connettendosi da una Alice di Telecom italia fondamentalmente usufruisce dei servizi di Libero senza "fruttare" nemmeno una lira. Questa cosa, sui grandi numeri, può diventare parecchio pesante.
In modo diverso nel mondo GSM ad esempio se un utente della rete TIM manda un SMS ad un utente della rete WIND, parte dei soldi dell'sms vanno a TIM, una parte a WIND... in questa maniera lo sfruttamento della rete WIND da parte di un utente che paga il canone e tutte le spese a TIM viene in qualche modo rimborsato, secondo un sistema che si chiama Riconciliazione del traffico. La stessa cosa non succede in Internet e quindi Libero non prende, come detto sopra, una Lira (diciamo un Euro :).
In che modo quindi Libero limita i costi con questa nuova politica? Perchè se uno accede via webmail alla posta comunque si sorbisce la pubblicità e quindi Libero qualcosa guadagna; inoltre via webmail NON potrà controllare la posta ogni 10 minuti (cosa che invece Outlook fa da solo) e quindi limiterà anche il traffico internet (anche se in verità la Webmail consuma molto di piu' del POP/IMAP). Se un utente accede via POP3 alla propria casella, tramite il network di Libero questo otterrà un ricavo dovuto al canone ADSL oppure alla tariffazione particolare dei numeri 702, che prevedono che parte dei soldi pagati dall'utente vadano a Telecom Italia per l'infrastruttura e parte all'operatore ISP. Inoltre accedendo alla rete tramite numero 702 o ADSL, in teoria Libero non consuma la sua banda Internet perchè l'utente che si è collegato in verità è già dentro il proprio network.
E' chiaro che per Libero il momento cruciale, quello in cui può pensare di vendere il maggior numero di accessi a pagamento (il terzo caso) è ora; solo ora ha un certo pregresso di gente che scaricava la posta da Outlook e che è disposta a pagare per poter continuare a farlo, semplicemente per non cambiare indirizzo. Tra sei mesi la cosa non sarà piu' così critica, perchè tutti i NUOVI utenti di libero, sapendo già le condizioni del provider, potranno scegliere di non servirsi da lui ma da Tiscali, EMail.it o altri... o semplicemente le Poste, servizi un po' brigoso da attivare ma sicuramente stabile. Oggi, per così dire, la politica è di prendere per il collo o per necessità gli utenti già registrati... tutti quelli che tra sei mesi si registreranno a MailXL saranno definiti "grasso che cola".
Ma dov'è la guerra di cui sopra? Semplice, nel fatto che gli utenti Internet hanno inventiva, e se dietro c'è lo stimolo di un risparmio, l'inventiva diventa vero e proprio genio. Sono nati per questo due programmetti, Liberopopsd e HTML2POP3 uno scritto in C, l'altro in Java (ognuno con i suoi pregi e difetti), tutti e due negli ultimi 10 giorni hanno subito altrettanti aggiornamenti. Ma andiamo per ordine, questi programmi alla pari di altri (noti magari solo nel mondo linux) come gotmail si frappongono tra il server di posta (la webmail di Libero, nel nostro caso) e il client (outlook) e permettono di scaricare la posta ne piu' ne meno di prima, magari con un po' di lentezza ma niente di insopportabile. I programmetti quindi vanno sulla webmail, fanno "finta di navigare", listano i messaggi e li girano al programma di posta, facendo "contento" Libero, e pure Outlook che scarica la posta in POP3 come prima. Ne esistono, da anni, per HOTMail, Yahoo.. tutta gente che per contratto non offre POP3 (HOTMail mi pare non l'abbia mai offerto) o ha cambiato idea in corso d'opera (come Libero e Yahoo). Tutti programmi che vanno oramai da anni senza alcun aggiornamento... come mai invece quelli di Libero continuano ad aver problemi e quindi aggiornamenti giornalieri?
Diciamo che non è colpa dells scarsa perizia dei programmatori, anzi, ma del fatto che proprio per il momento critico di cui sopra, a Libero non vada giu' il fatto che ci sia una possibilità di aggirare le loro limitazioni e che si riesca a scaricare la posta via POP3 in maniera totalmente legale (questo è importante). Questa è l'impressione almeno, perchè HTML2POP3 ad esempio ha funzionato perfettamente per i primi 10 giorni, in cui il POP3 ancora andava, e poi ha incominciato a risentire di vari problemini dovuti al fatto che la pagina di webmail di Libero, apparentemente immutata (dall'11 ad oggi, navigandola con Internet Explorer, non pare sia cambiato nulla), cominciava a presentare commenti, differenti tag all'interno del codice sorgente, url che cambiano "dinamicamente", di giorno in giorno. Questo per fare in modo che chi naviga effettivamente sul sito di Libero riesca perfettamente a scaricare la posta, mentre chi si avventura nell'uso di questi programmi abbia dei problemi; si perchè questi si "aspettano" un certo tipo di risposta dal server di Libero, che invece casualmente a volte presenta stringhe differenti, controlli caserecci sulla reale navigazione dell'utente dall'altra parte del filo... tutte cose che a parer mio servono a scoraggiare gli utenti di questi programmi e, nella speranza di Libero, a guardare via Webmail la loro posta; il mio parere è che chi si è messo a usare questi programmi sia gente che NON è disposta a pagare la casella perchè non fondamentale per la propria vita, ma è dispostissima a rescindere il contratto e mandare a quel paese Libero. In quest'ultimo caso il portalone ha una spesa in meno e quindi da questo punto di vista ci guadagna, ma perde anche utenti e questo potrà non fare bene alla sua immagine.
Ma alla fine, chi vincerà? Secondo il mio personale parere i programmatori! Non per campanilismo, ma perchè chi fa questo lavoro come me sa che qualsiasi controllo o azione che puo' intraprendere un Internet Explorer mentre naviga sul sito di Libero la può emulare, al 100%, anche un programma in Java (al massimo "tirando su" l'intero HotJava!); in definitiva un programma potrà sempre essere aggirato da un altro programma, senza vie di scampo. Come dice l'autore di HTML2POP3 "se non vi sta bene questo programma, basta dirlo" invece di cambiare la webmail di Libero ogni giorno.

Ma in fondo ognuno è Libero di fare quel che vuole no?

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