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Il mondo nella boccia

Martedì 20 Luglio 2010 21:55

Me lo dico da solo, è molto kitsh, Wikipedia stessa nella sua versione inglese riporta come suo simbolo il nano da giardino; si perché se lui è il simbolo della replica di massa, dell'oggetto di cattivo gusto che tutti hanno prima o poi, allora la palletta ricordo della città in cui si sono passate le vacanze è al secondo posto per una incollatura.

Può capitare che si intrufolino nella vostra borsa dei souvenir dell'estate appena passata senza che l'emisfero destro del vostro cervello lo sappia, sorprendendosene poi una volta a casa. Si, perché ha fatto tutto l'emisfero sinistro: con la coda dell'occhio destro l'avete visto, la mano destra da sola l'ha preso, pagato, mentre il lobo destro guardava desolato gli ultimi scorci di mare. Può invece succedere che finisca nella vostre case per noia, perché "quel negozio non aveva proprio niente di guardabile" ed allora, per non tornare a casa a mani vuote, avete preso la palletta. Sarà la sua forma prensile, sarà il fascino della sua neve (che cade in egual forma su una spiaggia dei caraibi o sul K2) ma una che sia una in casa vi finisce.

Io ora ne ho tre, ho cominciato a Londra per noia e ho proseguito per emulazione in Sardegna... poi, si sa, una sola fa soprammobile, ma due fa già collezione e quindi a Bologna ho attaccato la terza e ammetto di aver già adocchiato la quarta a Civitavecchia, oltre ad esortare tutti gli amici e parenti a contribure alla collezione a patto che la palletta sia assolutamente compatibile con quelle già in nostro possesso, perché l'articolo è kitsh se ha il vero sapore della replica, se è simile a mille altri che credono di differenziarsi per una scritta.

La prima cosa importante è il fattore di forma, insomma di che forma è la palla. Esistono infatti due principali modelli, quelli con la base piatta, solitamente di plastica, ed un semiovale anch'esso di plastica che contiene neve e paesaggio e poi quelle in vetro, con una base più imponente e una vera sfera in cui è racchiuso il monumento simbolo del luogo. Ecco, ignoriamo tranquillamente le prime, perché la vera palla di vetro è... una palla ed è di vetro e con questo abbiamo anche introdotto la seconda cosa importante e cioè il materiale.

La plastica sarà pure infrangibile, ma al primo giro di pulizie si riga e il paesaggio all'interno comincia già ad annebbiarsi; la cosa può essere tollerabile se si tratta di Londra o Milano, ma alla lunga stanca.

Passiamo alla dimensione, perché esistono varie taglie, dalla XXS delle dimensioni di un portachiavi fino alla XXL grande come un melone. Il giusto sta in mezzo, un diametro di 6,5 cm per la palla, una base alta solitamente circa 3 cm e un'altezza totale di circa 9 cm. In verità l'altezza può cambiare, l'importante è che la palla in vetro abbia le dimensioni standard, molto simili ad una pallina da tennis in grado di stare facilmente in una mano.

L'ultimo fattore caratteristico è la neve, che deve essere neve, non una cascata di brillantini; certo, se non c'è scelta tantovale ripiegare per quella con il monumento più gradevole, ma se invece è possibile scegliere è utile optare per quella che presenta almeno un po' di neve bianca.

La palletta infatti ha una sua dignità e quando viene agitata deve suscitare nell'osservatore stupore per questa nevicata improvvisa ed impalpabile, non il disgusto per una pioggia di festoni e brillantini come se fosse carnevale.

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: per tutti quelli che hanno cominciato "bene" il mese: "S. Egidio (1 Settembre) ti dirà di che estro Settembre sarà"... AUGURI!
oggi non è giornata, la richiesta meno bizzarra giunta fin'ora è quella di clonare un dibbì da 7TB
@ zoo-di-roma e ostia antica
 

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