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Moon

Giovedì 09 Dicembre 2010 13:39

Se c'è una cosa che i film di fantascienza ci hanno insegnato, è che i cloni non sono affidabili; che sia un problema di durata nel tempo oppure di lealtà, quel che è certo è che i cloni non sono perfetti o non lo sono quanto lo vorremmo noi. Forse lo sono troppo, dopotutto nemmeno l'uomo è un campione di durata o di lealtà... ma non perdiamo il filo del discorso.

Moon è l'opera prima del figlio di David Bowie ed è un film particolare: girato completamente in studio e in pratica con un solo attore, il protagonista (Sam), ci racconta la storia di una base lunare di estrazione dell'Elio-3. Lui è l'unico addetto, si occupa del monitoraggio dei sistemi automatici di estrazione e del recupero dei serbatoi pieni. Ad aiutarlo un robot con la voce e la personalità di Kevin Spacey, un computer di bordo a modo suo espressivo visto che su un display informa in ogni momento l'interlocutore del proprio stato d'animo. Un robot molto umano visto che assiste con partecipazione alla vita del protagonista durante questi ultimi giorni di permanenza sulla Luna, al termine di un contratto di ben tre anni.

Il film parte lento, racconta spezzoni di vita quotidiana in questa base: i controlli periodici, il recupero e invio dei serbatoi, le difficoltà di comunicazione con la terra. Inizialmente questo può mal disporre, magari qualcuno può anche chiedere "c'è altro in TV stasera?", ma questo ritmo è assolutamente adatto alla situazione ed alla storia, ricordiamo che ci troviamo soli (con il computer GERTY) sul lato nascosto della Luna e che, di solito, non succede nulla. Il ritmo viene spezzato da un incidente che Sam provoca con il rover lunare a causa della sua scarsa lucidità mentale, durante questi ultimi giorni di lavoro; lo scenario cambia, lo spettatore vive con il protagonista le inimmaginabili conseguenze di questo incidente.

Il giudizio finale è buono, non si tratta di un film di fantascienza pieno di effetti speciali o di creature aliene, ma un film da gustare con la dovuta pazienza. Un film ben girato e sceneggiato, dove tutte le scene riportano l'esperienza diretta del protagonista, senza raccontare nulla di quello che succede a sua insaputa.

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