In controtendenza con i precedenti film analizzati, quest'oggi ci occupiamo di una pellicola meno adatta ai multisala per tutta la famiglia e probabilmente anche poco proiettato in Italia; stiamo parlando di Copia Conforme, un'opera di un registra iraniano e dal cast multiculturale in cui spicca Juliette Binoche, premiata con merito per l'interpretazione come miglior attrice femminile a Cannes 2010. Il film è completamente ambientato e girato nelle campagne toscane attorno a Lucignano.
Il film racconta l'incontro tra uno studioso d'arte inglese, James, che presenta in Italia il suo libro Copia Conforme dove analizza il rapporto tra origianale e copia nell'arte, e la gallerista francese Elle impiegata ora in un negozio di antiquariato della zona, oltre che madre apprensiva di un figlio in fase pre-adolescenziale.
Il giorno successivo alla presentazione Elle invita James a passare la giornata a spasso per le campagna toscane, in particolare appunto a Lucignano, località nota per essere meta di molti matrimoni; nel film è anche noto per ospitare la Musa Polimnia (in realtà esposta al Maec di Cortona), famosa per essere stata ritenuta a lungo opera dell'antichità romana, e che anche dopo essere stata scoperta come "copia" di un originale scoperto ad Ercolano, ha continuato ad essere stimata e apprezzata come probabilmente non sarebbe stata mai. Da qui una disquisizione su cosa è copia e cosa è originale, sul fatto che anche le opere ritenute originali alla fine sono copie della realtà che hanno immortalato.
Il film, fino a questo momento abbastanza chiaro nei ruoli, si confonde: durante la sosta in un bar per un caffè i due vengono scambiati per una coppia di coniugi in visita alla città e da quel momento i dialoghi, il rapporto, cambia. Si consuma un dialogo, una serie di schermaglie, proprie di una coppia in crisi da anni, all'anniversario del quindicesimo anno di matrimonio. Se all'inizio sembra una finzione, pura recitazione di un ruolo da parte dei due personaggi, man mano che si va avanti la cosa diventa meno chiara e sembra che i due stiano effettivamente cercando di affrontare, o meglio rinfacciarsi, i motivi del fallimento del loro matrimonio; insomma al termine del film ci si chiede se si trattava veramente di due sconosciuti o se fosse invece l'incontro tra marito e moglie. Una frase del figlio ad inizio film "perché non gli hai voluto dire il mio cognome" mette ancora più in discussione il reale rapporto tra i due.
Tra le chicce del film, oltre alla interpretazione della Binoche, anche l'analisi tra marito e moglie da parte della barista di Lucignano e la teoria di cos'è copia e cos'è originale di James.