Per poter seguire più da vicino un cliente nella fase di transizione tra fornitori sono costretto, temporaneamente, a fare la vita del consulente in trasferta, cioè dal Lunedì al Venerdì stabilmente in albergo. Ho appena cominciato e quindi non so dire se sia piacevole, sopportabile o pessima, posso dire però che abbiamo cominciato malissimo.
Il nostro solito hotel, a 100mt dal cliente, è pieno come lo sono tutti gli hotel nei pressi dei principali mezzi pubblici di locomozione a causa dell'ennesima fiera Milanese (non oso pensare a SMAU) che catalizza tutti i posti letto disponibili. Così, all'opzione di tornarmene a Roma per saltare questa settimana, ho preferito accogliere il consiglio di Gianluca, dipendente del cliente, di andare in un "hotel vicino a casa", visto che è "quattro stelle e con un gran via vai".
Entri, moquette a tratti sporca, tappezzeria d'altri tempi, nessun poggiavaligia, bagno che gorgoglia tutta la notte, doccia che perde (in parte anche fuori dal box doccia) e scarsissima pressione a qualsiasi ora. Questo solo per voler parlare della prima notte, perché al ritorno della seconda giornata ho trovato anche la mia sveglia portatile rotta e non più funzionante (retroilluminata al tocco, ora retroilluminata a vita).
Non cerco di certo il servizio a cinque stelle lusso, anzi mi troverei anche a disagio in cotanto luccichio, ma la decenza è tutta un'altra cosa. Lo sconsiglio vivamente a meno che non abbiate nemici in visita, mentre consiglio (da tutt'altra parte) il Motel Monza: di seguito il confronto tra le due stanze, prima Peralba e poi Monza:
Per il resto, come detto nel titolo, ho avuto modo di saggiare l'hinterland milanese (ho già esperienza con la zona sud) e devo dire che l'unico modo per definirlo è... "molto milanese", quell'ordine asettico che sicuramente piace all'operosa popolazione ma che onestamente lo fa sembrare una partita di SimCity. Tutt'attorno la cornice delle 'campagne milanesi', rese grigie (anche se in natura verdi) dall'aria che attanaglia la città, il tutto senza ricorrere a luoghi comuni ma ad esperienza diretta. Il bello in tutto questo è che chi è milanese, ma milanese vero, non se ne accorge e riesce a notare una differenza sostanziate tra vivere a Milano e vivere a Cornaredo, differenza che io onestamente non noto.