Ho trovato e sto ascoltando "Polli di allevamento" di Giorgio Gaber; l'ho cercato in seguito allo spettacolo di Giulio Casale, frontman degli Estra, all'Archivolto di Genova che ha riproposto lo spettacolo originale.
Lo spettacolo mi ha stupito per molti motivi, il primo è l'estrema attualità delle tematiche, soprattutto sociali e politiche, espresse nonostante questo album/spettacolo abbia la mia stessa età, anzi una ventina di giorni in più. Questo può far pensare molto sulla mancata risoluzione dei problemi sociali di cui oggi si parla, indipendentemente da chi sia a guidare il paese, la regione, la città.
Il secondo motivo per cui mi ha stupito è proprio Giulio; l'ho conosciuto di persona un giorno a MEI di Faenza, evento che solitamente snobbavo ma a cui ho partecipato per la presenza in quell'edizione di Carmen Consoli e della carovana del Canale Consoli e in particolare di Roberto Blind (autore, tra le altre, di questa recensione su rockit), fan da sempre proprio degli Estra. Come detto l'ho visto, mi sono scontrato con la sua musica e l'ho catalogato come un eterno cupo.
Poi c'è stato per l'appunto lo spettacolo all'Archivolto e li ho scoperto, complice appunto il testo, un personaggio molto capace nell'interpretazione e in grado di spaziare per altri stati d'animo.
Come detto mi sto ascoltando il disco originale del 1978 e devo dire che, opportunamente preparati all'ascolto e quindi avendo avuto la fortuna di assistere alla sua trasposizione teatrale, il disco è in grado di trasmettere tutte le emozioni che probabilmente Giorgio voleva veicolare.
Lo consiglio quindi a tutti quelli che non si limitano alle canzonette della domenica alla Hannah Montana.