Dopo soli due anni di legislatura, una delle più vergognose dal punto di vista prettamente politico, siamo di nuovo alle urne. Secondo la legge non scritta dell'alternanza, che già di per se implica l'insoddisfazione rispetto al governo precedente, lo psiconano si appresta a tornare al potere.
La teoria dell'alternanza si basa sul fatto che in un paese dove ci sono due principali forze politiche, che periodicamente sono costrette ad un lifting (cambiano nome, leader, simbolo) per non sembrare quelli dell'altra volta, è naturale che le due forze si alternino al potere. Questo significa solo una cosa: ci si rassegna al fatto che un governo non può soddisfare le esigenze di un cittadino. Dopotutto se il precedente governo avesse lavorato bene, sarebbe mandato a casa? No. Quindi prendere l'alternanza come un bene della democrazia significa dare per assunto che il governo in carica scontenti tutti in maniera quasi matematica.
Torniamo al problema di fondo: il presidente operaio sta tornano ed ha tutte le carte per poterci riuscire. Chi è dall'altra parte si è già rassegnato alla sconfitta, non ci crede, anche perché sa benissimo che il Cavaliere non prende la politica come tale, ma come una sfida sul piano pubblicitario.
Penso, ma si tratta di una opinione personale, che sia una cosa indegna e non si tratta di una considerazione strettamente politica, così come non lo è lo sdegno per quanto è stato fatto della cosa pubblica. La politica è un'altra cosa, sono ideali, principi, capacità di mediazione.
Quello di cui mi lamento invece è tutto ciò che ha fatto nel cinque anni del suo governo (ricordiamo, il primo vero governo di cinque anni, tanto di cappello) e che non è stato dettato in nessuna maniera da un principio politico ma dall'interesse personale o di amici, lo scarso buon gusto con cui ha portato avanti i suoi interessi così come la scarsa integrità di chi non è un suo dipendente ma alleato politico e lo ha appoggiato, dando ancora di può l'impressione che si trattasse di una coalizione-azienda. Temo quindi, in caso di nuova ascesa al potere, di nuove leggi di personale utilità e di un utilizzo delle risorse pubbliche strettamente finalizzato alla bella mostra di se, senza pensare alle ripercussioni a medio termine (vedi i condoni, le cartolarizzazioni, etc.).
Come detto non si tratta di una considerazione politica, si può votare qualsiasi partito anche strettamente minoritario (anche se, da un certo punto di vista, si può considerare il voto buttato), ma bisogna far capire in qualche modo che si disapprova questo modo di interpretare la politica e il potere.
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