Ogni soluzione definitiva presenterà prima o poi i propri limiti e verrà declassata a "buona soluzione", poi a "una delle possibilità" ed infine a "vecchia e inapplicabile"; si tratta di una situazione applicabile ovunque e dove varia solamente il tempo che intercorre da "definitiva" a "vecchia". Nell'informatica questo tempo può variare da uno a quattro cicli della prima legge di Moore, di cui consiglio la lettura. Oggi il problema è la memorizzazione di dati su supporti removibili di facile condivisione, come il CD, DVD ed ora il BluRay (BD).
Il CD, in un mondo fatto di floppy, sembrava la vera soluzione definitiva; installare un sistema operativo come OS/2 o Windows NT 3.51 richiedeva attorno ai 20 o 30 floppy oppure un pratico CD, occupato nemmeno al 50%. Su un CD poteva addirittura starci un intero film nel famoso formato VideoCD. Ma la fame di spazio non ha mai tregua e dai CD si è passati, a parità di dimensione del disco, ai DVD e quindi ai 4,7GB o addirittura 9GB. Nuove esigenze, nuovi masterizzatori e sempre una spesuccia di circa 1 milione di lire, attorno ai 500€ attuali, a cui aggiungere i nuovi media: quando i CD hanno cominciato a costare una cosa ragionevole, diciamo 3000 lire ciascuno, ecco i DVD a 15000 lire. Cinque volte tanto, con un rapporto piu' o meno simile allo spazio guadagnato.
Il DVD è un bel mezzo: ci sta di nuovo un film intero, diciamo in buona qualità e con un sacco di lingue, ci stanno un sacco di file musicali o dati per un buon backup, anche se va sempre precisato come questo tipo di supporti non sia da ritenersi sufficientemente affidabile a lungo termine. A casa mia il DVD penso sia arrivato circa nove anni fa, da quando ho acquistato un fantastico masterizzatore Panasonic ad una cifra furibonda, dopo averci pensato e ripensato per almeno tre mesi.
Quando pensi che oramai non ci sia niente che non si possa mettere dentro un DVD, ecco che ti accorgi di masterizzare a scopo di backup 4 o 5 DVD alla settimana. Non è il costo del media ad essere un problema, oramai siamo arrivati attorno al mezzo euro, le vecchie 1000 lire, ma il fatto che questi DVD... occupano spazio! Lo spazio fisico comincia ad essere il vero problema, perché volendoli organizzare in modo che siano facilmente consultabili diventano una sorta di blob che occupa tutto lo spazio disponibile. Un problema già affrontato ai tempi dei CD, ma che comunque non aveva raggiunto questi livelli.
A questo punto mi sono posto davanti ad un bivio: continuare a comprare DVD e cominciare e tenerli dentro le loro tortine (rendendoli quindi virtualmente introvabili) o consolidare? Il consolidamento, già fatto ai tempi dei CD, consiste anche nel recuperare i contenuti dai vecchi media per compattarli in media più capienti. Cosa usare? Di questi tempi le teorie sono varie e fantasiose. La più sensata sarebbe, oramai, l'uso dei tape che possono arrivare, con costi popolari (una ventina di euro), a 800GB a nastro ed occupare quanto una tortina da 10 DVD. Altri dicono di "usare dischi esterni", tipo i dischi USB che oggi vanno tanto, perché il costo a GB è irrisorio; costano più di un tape ma non hanno bisogno di hardware apposito per funzionare, li accendi e sono subito disponibili e vanno parecchio veloci. Nessuno forse si ricorda che sono comunque dischi fissi, gli stessi che a volte si rifiutano di partire sui PC fissi e che tanto ci fanno penare perché magari una botta o uno shock elettrico li riduce in fermacarte.
La naturale evoluzione quindi, ancora una volta, rimane il disco ottico. Stesse dimensioni ma ora si chiama BluRay o BD, contiene 25GB o 50GB ed oggi ha costi abbordabili. In Italia i prezzi si aggirano tra i 5 ed i 7 euro per 25GB di marca (TDK o Sony) mentre all'estero, sarà forse per l'assenza del balzello del ministero della cultura, si può acquistare lo stesso disco a meno di 2 euro. Acquistare materiale non di marca può portare agli stessi effetti indesiderati dei DVD e cioè buttarne il 20/30% (annullando il risparmio) o ritrovarsi senza dati (annullando quindi lo scopo della masterizzazione!). Per quanto riguarda i masterizzatori poi possiamo dire che ad oggi i prezzi si sono fatti abbordabili, anche se decisamente superiori ai prezzi che hanno raggiunto i masterizzatori DVD "da banco", oramai acquistabili anche a 25/30 euro.
Veniamo quindi al mio acquisto di oggi; come al solito quando si affronta una nuova tecnologia la cosa più importante non è la velocità o l'estetica, ma la funzionalità. Oggi infatti è difficile trovare un cattivo masterizzatore DVD, nel senso che anche quello da 25 euro farà il suo dovere. All'inizio la cosa è un po' differente, in un mercato ancora poco popolato c'è chi tenta il colpaccio vendendo a prezzi stracciati della pessima elettronica che funziona la metà delle volte, motivo per cui la cosa migliore è affidarsi alle grandi marche e consultare le opinioni dei pochi possessori.
Quando si dice masterizzatore si dice Plextor, almeno questo è il parere mio e di molta altra gente: fin dai tempi dei CD era sinonimo di qualità costruttiva, affidabilità e prestazioni. Ah si, era anche sinonimo di prezzo insensatamente esorbitante. Plextor offre due alternative: un "vecchio" PX-B940SA ed un nuovissimo PX-LB950SA; l'istinto dice sempre che il nuovo vince sul vecchio, soprattutto quando i due prodotti hanno due anni di differenza ed il nuovo, seppur senza incrementare le prestazioni, offre un buffer doppio il che significa minor probabilità di buttare un BD-R vergine perché il computer è troppo lento. Inoltre il nuovo costa almeno un 20% in meno del vecchio.
L'istinto però deve lottare con due altre valide regole: la prima è che hai quel che compri. Ci deve essere un valido motivo se un modello apparentemente superiore costa meno di un modello inferiore, così come deve avere un senso che il modello vecchio sia ancora in produzione ed auge. Su internet è facile scoprire che non si tratta di una rimanenza di magazzino di qualche povero negoziante, bensì merce ancora valida. La seconda regola credo sia applicabile benissimo anche al mondo delle auto, soprattutto usate: se non vale niente te lo riempiono di accessori. Una macchina usata incidentata stranamente sarà full-optional: gli optional saranno sempre ben esposti e decantati dal venditore, ovviamente l'incidente frontale con un TIR lungo 18 metri verrà omesso perché potrebbe confondere l'acquirente.
Detto questo mi sono messo ad indagare e scopro che: Plextor non produce più masterizzatori e quindi questi due oggetti sono altri gingilli rimarcati e più precisamente il vecchio è un Pioneer BDR-205 ed il nuovo e meno costoso è un LiteON. Approfondisci ancora la ricerca e scopri che il LiteON è più assimilabile ad un tostapane che ad un masterizzatore, visto che i dischi li brucia senza alcuna
finalità informatica.
Il succo del discorso è che se il PX-B940SA costa 200, il PX-B950SA costa 170 e il BDR-205 della Pioneer... 140 e quindi alla fine si riesce ad acquistare il più decente dei prodotti ad un prezzo decisamente abbordabile e dopo i test di scrittura fatti posso consigliare a tutti questo prodotto, suggerendo di evitare come la peste gli altri. Ora finalmente, nello spazio di una tortina da 10 BD-R, del valore di circa 250GB, posso far stare l'equivalente di 53 DVD (vedi l'immagine a lato).