Il Museo per la Memoria sorge a Bologna, nella città che per l'ultima volta ha visto l'aeromobile DC9 I-TIGI tutto intero prima che, come la stessa pagina web del museo sancisce, venisse abbattuto durante il volo di linea verso Palermo. Non sapevo di questo museo e pensavo che i resti assemblati dell'aereo fossero ancora in un hangar di Pratica di Mare. Una volta saputo però, non abbiamo esitato e abbiamo prenotato due posti FrecciaRossa per Bologna Centrale per il sabato successivo (approfittandone anche per una visita al resto della città). Il museo infatti è aperto solo durante i weekend, dista un quarto d'ora di passeggiata dalla stazione, l'ingresso è gratuito e l'immagine proposta al visitatore è la seguente:
Tutto il lavoro di meticolosa catalogazione e riassemblaggio è stato impacchettato, caricato nel 2006 su una decina di camion e portato da Pratica di Mare a Bologna, dove nel frattempo un deposito delle Tramvie di Bologna è stato rimesso a nuovo e adattato per ospitare l'intero aereo. Un lavoro non solo di mattoni, ferro e cazzuola, ma anche di arte, curata dal francese Christian Boltanski, in grado di dare maggior significato ed impatto all'installazione. Il numero 81, quante le vittime tra passeggeri ed equipaggio, viene utilizzato per tutti gli elementi a corredo: 81 sono le lampade, sospese a mezz'aria, che con il loro pulsare continuo senza mai spegnersi ricordano il respiro di queste persone che non ci sono più. 81 specchi neri, a coprire 81 altoparlanti, riflettono l'immagine dell'aereo e diffondono pensieri e inquietudini comuni che probabilmente caratterizzavano le 81 persone in viaggio da Bologna verso Palermo: c'è chi stava tornando da una settimana lavorativa o chi, con al seguito costumi e vestiti leggeri, stava partendo per una vacanza.
All'ingresso viene consegnato un piccolo opuscolo che introduce la travagliata storia dell'incidente aereo, dai dati oggettivi al travagliato processo di recupero dei resti a 3700 metri di profondità, alle inchieste, ai dubbi. Quel che non racconta, descritto però in una stanza multimediale a parte, è la storia delle morti sospette, di tutti i comportamenti poco limpidi di tutti gli attori di questo frammento di storia Italiana (e non solo) e del contesto in cui è avvenuto il disastro.
Nella stanza multimediale infatti un film che racconta la storia del museo, raccontata come lo farebbe l'aereo stesso, viene proiettato continuamente mentre quattro postazioni con monitor e cuffie permettono la visione degli spettacoli di Paolini, gli speciali di Rai Storia e i contributi televisivi dell'epoca.
Un tuffo in uno dei più intricati e suo malgrado avvincenti misteri italiani, in una esposizione molto cruda come lo può essere il corpo di un reato. Nelle scatole ai lati del velivolo, nascoste per rispetto da un telo nero, sono contenuti i resti più personali ritrovati con l'aereo, indumenti, libri, scarpe, creme ed elettrodomestici fotografati e raccolti in un libretto in bianco e nero a gratuitamente disposizione all'ingresso.