Non c'è dubbio oramai, si è sparsa la voce che raccatto materiale informatico
in disuso, anche non funzionante (è divertente anche ripararlo), tecnicamente mi do
al retrocomputing.
Non capita quindi tanto di rado che ex-colleghi (
S.C.O. S.r.l.,
il negozio in cui ho mosso i primi passi) o colleghi attuali (come in questo caso)
mi rifilino qualche avanzo di cantina, che non si è buttato perchè quasi funzionante
o perchè "un giorno lo si porterà ad aggiustare". Questa volta è arrivata una
stampante HP 660C che ha solo un difetto... non si accende.
Controllo l'alimentatore, perfettamente funzionante; controllo allora la scheda (l'unica) montata
nel retro della stamante e facilmente accessibile, ed anch'essa sembra essere in buono stato (difficile
determinarlo senza alimentazione) così come sembrano perfetti i contatti verso motori e testine,
senza la parvenza di un cortocircuito che inibisca l'accensione. Non mi rimane, come mio solito,
che aprire la stampante:

Mi meraviglio sempre di piu' di quante poche viti ci siano in questi oggetti, per il fissaggio della
carcassa, e di quanto sia complicato sollevare tutti gli incastri e riuscire a terminare l'operazione
con almeno il 70% delle dita ancora intatte. Cosa serve aprire una stampante se tanto non si accende?
Mica sarà un problema meccanico no? No, ma nel curiosare nelle interiora della stampante noto che la
piattina, di queste conduttive in plastica trasparente, che mette in comunicazione la logica montata
dietro la stampante con i tasti di accensione e controllo frontali è bruciata, o meglio è bruciata
UNA pista! Per accorgersene non serve essere dei falchi, l'immagine che segue lo dimostra, ma abituato
alle piattine (come i cavi interni del PC) ho considerato inizialmente normale trovare una "pista" piu'
scura, perchè solitamente il colore differente serve a determinare quale sia il pin 1 del cavo.


Ho verificato ed in effetti questo filo portava proprio tensione solamente all'interruttore
di accensione, rendendolo inservibile. Qualche lavoro di forbice (l'interruttore non era altro che una
sovrapposizione di membrane fissate sullo stesso supporto plastico) per far fuori il vecchio switch,
inserito un micropulsante meccanicamente compatibile (in modo da non devastare la stampante), un filo
che sostituisce il contatto bruciato ed uno che sostituisce quello che ho appena tagliato. Seguono le
foto dell'innesto del nuovo interruttore (quello il figura è il pannello di controllo frontale, visto
lateralmente) e della saldatura dei due fili sulla board montata sul retro.

