L'ultimo weekend di Aprile, approfittando del ponte del Primo Maggio, lo abbiamo occupato andando a visitare il relitto della nave Costa Concordia oramai spiaggiato a pochi metri dal porto dell'Isola del Giglio. Non la considero una idea di cattivo gusto o di morbosa curiosità, anche se ad etichettare così i turisti sono gli stessi che poi visitano (altri turisti, parlando in coda al traghetto "degli altri") o guadagnano (i negozianti dell'isola) da questa situazione, bensì quasi uno spirito da San Tommaso, che non crede a quanto dice il telegiornale perché non è possibile che un 'coso' così grande possa essere depositato così, a pochi metri dalla costa.
Non c'è dubbio che si sia trattata di una tragedia, sia per i morti che per quello che hanno passato le persone che si sono salvate, ma a freddo dopo più di tre mesi quel che rimane è un'opera dell'uomo ferma, come una scultura, in una posizione che non è la sua. La vera curiosità è quella di vivere in prima persona l'effetto che può fare la sua visione accanto all'isola, a cui affiancare l'occasione per visitare, pur velocemente, l'Isola e procurarsi l'ennesima palletta di neve.