Caricatore C4 EVO
Non sono solito fare recensioni di prodotti ma dovrei veramente iniziare. Ci sono infatti oggetti con cui mi sono trovato bene e di cui non farei più senza, a volte azzeccandoli al primo colpo, a volte dopo vari errori. Proprio per evitare questi errori credo che a volte, una recensione onesta, sia necessaria.
Partiamo con un caricabatterie, ma per farlo facciamo un passo indietro. Dai un’occhiata a queste tre batterie:

come avrai intuito, senza che io aggiunga altro, sono differenti. Sono leggermente differenti in dimensioni, sono differenti in marca e modello e l’unica cosa che le accomuna al momento è il formato, chiamato AA (https://it.wikipedia.org/wiki/Batteria_AA).
Detto questo ne abbiamo una batteria non ricaricabile (a destra, una LR6 quindi alcalina) da 1.5V, ne abbiamo una ricaricabile classica NiMH (in mezzo, nichel-metallo idruro) che però ci può dare 1.2V ed infine una NiZn (a sinistra, nichel-zinco) che ci promette 1.6V.
Tre prodotti differenti, tre tensioni differenti e tre funzionamenti differenti. Un solo formato.
Se siamo stanchi di installare batterie ovunque e – quando si scaricano – di cercare per casa se sono rimaste delle batterie alcaline nuove (o presunte nuove) da qualche parte… siamo già della parrocchia delle batterie ricaricabili e quindi scartiamo le usa e getta tipo LR6. Qualcuna, anche in casa, mi rimane ma solo per quei dispositivi poco usati per cui l’investimento di una batteria ricaricabile non vale la pena e – come vedremo – renderebbe più difficile la vita.
Sì, perché le batterie alcaline hanno un vantaggio: la poca autoscarica, se conservate in buone condizioni perdono il 2-3% di carica annuo e quindi quando le cercheremo, saranno pronte per servirci. Di contro appena finite sono un mero rifiuto, da buttare negli appositi contenitori.
Le NiMH, che hanno sostituito nel tempo tutte le nichel-cadmio nei cassetti degli appassionati di ricarica, sono batterie oneste. Sono molto potenti, si arriva tranquillamente a 2500mAh e hanno una performance abbastanza costante: ci danno tutto quello che hanno, fino a quando lo hanno, per poi crollare miseramente. Le possiamo però mettere nello stesso caricatore che avevamo per le nichel-cadmio, se abbastanza recente, caricarle in poche ore, metterle via ed avere la certezza che se usate nel giro di qualche settimana, trovarle ancora cariche come il primo giorno.
Le NiZn sono una bestia rara: al MediaMarkt non le troverai mai nella zona dedicata alle batterie ma soprattutto una volta portate a casa… nella maggior parte dei casi, non si caricano con il caricatore tipico NiCD e NiMH… vengono rifiutate immediatamente.
Perché dovrei scegliere, o non scegliere, questo tipo di batterie?
Hanno un vantaggio, una tensione di uscita più alta, addirittura superiore a quella delle batterie alcaline che dovrebbero sostituire (1.6V contro 1.5V) ma anche un’auto-scarica più rapida e delle prestazioni non costanti: partono molto vivaci ma si spengono lentamente, come le alcaline. Rispetto poi alle NiMH supportano un numero minore di cicli di ricarica: se una NiMH la potrei ricaricare dalle 500 alle 2000 volte, una NiZn tra i 200 e i 500.
Quindi ricapitolando: Alkaline dove l’utilizzo è poco frequente e l’autoscarica si mangerebbe una batteria ricaricabile, NiMH in tutti gli altri casi, soprattutto dispositivi elettronici moderni che già contano con il fatto che la batteria non darà mai 1.5V, ma come massimo 1.2V… e le NiZn…?
Ecco queste ultime per tutti i dispositivi che non reggerebbero bene gli 1.2V, perché sono antichi (e quindi sono nati prima dell’avvento delle batterie NiMH) oppure hanno all’interno dei motori, come alcuni rasoi portatili e quindi a maggior tensione, maggiori giri per minuto (e spesso maggiori performance), al prezzo di una durata inferiore e verificando sempre che supportino 1.6V.
Ma torniamo ai caricatori: ho detto che una batteria NiZn viene praticamente rifiutata da molti caricatori e questo è il motivo per cui normalmente al primo pacco batterie si cerca anche un caricatore e quasi sempre si finisce per comprare questo:
un bellissimo caricatore da presa a muro. Partiamo dalle caratteristiche positive: 4 cariche indipendenti, almeno questo è quello che sembrano dirci i LED, oltre al supporto al formato AA e AAA. La lista delle qualità di questo prodotto finisce qui.
Passiamo ai problemi: i LED sono fiochi, non si capisce facilmente se la batteria è stata riconosciuta ed è in ricarica o se invece il caricatore non sta facendo contatto (possibile) o pensa che la batteria sia già carica. È da installare a muro, in verticale, quindi ogni tanto sembra volersi suicidare ed infine… le batterie anche quando ben incastrate, a causa della forza di gravità (ricordiamo che viene installato in verticale su una presa a muro) … tendono a non stare al loro posto e quindi indipendentemente dallo stato di carica (sarebbe interessante lo facesse solo a carica terminata) … ogni tanto anche queste tentano il salto nel vuoto.
Dopo un anno frustrante, tra batterie NiZn mezze cariche e la necessità di installare il caricatore in orizzontale, in modo da ridurre il rischio di caduta mi sono guardato in giro e sono arrivato a questo:

un cinesissimo caricatore, su cui hanno voluto installare a forza un display rendendolo sicuramente meno compatto, che però mi supporta praticamente qualsiasi tipo di batteria ricaricabile. Mi permette infatti di caricare batterie NiCd, NiMH, NiZn, Li-ion e LiFePO4 in formato AA, AAA e tutto il range da 16650 fino a 26700 cioè quelle batterie più lunghe che possiamo trovare dentro alcuni powerbank, all’interno del tuo Dyson portatile ed in molti altri dispositivi. In aggiunta non richiede un alimentatore specifico, ma si alimenta via USB-C.
Ha dei difetti? Ecco, sicuramente potevano realizzarlo più piccolo (nota, esiste la versione C4 AIR) e renderlo facilmente portabile in vacanza, ma alla fine il display, che occupa metà dello spazio, ha la sua ragione di esistere perché serve a controllare lo stato di carica e selezionare la chimica, se il caricatore già non l’ha determinata in autonomia. Il caricatore ha poi la sua ventolina, per ora silenziosissima ma che, immagino, con il passare del tempo inizierà a rantolare ed infine … il caricatore vuole in tutti i modi attirare l’attenzione. Appena estratto dalla scatola infatti – con le configurazioni di default – suona per qualsiasi motivo.
L’hai appena alimentato? Suono di benvenuto.
Usi i pulsanti laterali? Feedback sonoro.
Una delle 4 batterie, caricate in maniera indipendente, ha terminato la carica? Ecco un suono di obiettivo raggiunto.
Ecco perché la prima cosa da fare appena comprato è non buttare il manuale e la seconda è settare, e salvare, le preferenze come ad esempio disattivare lo screensaver e tutti i suoi. Una volta ricondotto a ragione e verificato che al reboot tutte queste impostazioni risultano salvate, questo si convertirà nel tuo caricatore preferito. Affidabile, USB-C e universale.
Piccola parentesi: continuo a preferire per le batterie NiMH un vecchio Varta:

non che il C4 EVO non sia affidabile, come detto lo è… ma il Varta è più pratico… il display è frontale e quindi posso piazzarlo su una mensola alta, posso lasciarci le batterie in matenimento di carica e ha un meccanismo di trattenuta delle batterie che mi assicura che nulla finisca fuori posto. Ma il Varta è limitato alle batterie NiMH quindi il C4 EVO è il mio rinforzo per quando devo caricare più batterie e di chimiche diverse. Consigliatissimo.
Link
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